Auto elettrica: e se non la volesse nessuno?
Negli Stati Uniti la richiesta di auto elettriche è praticamente inestistente, mentre si affacciano dubbi sulla reale possibilità di trasformare il mezzo privato tradizionale in flotte di auto a batteria.
Proprio all'apertura del salone di Detroit, dove i progetti elettrici faranno la parte del leone, nell'opinione pubblica USA comincia a serpeggiare una sorta di fronda contro le auto elettriche. Questo nonostante i buoni uffici del presidente Obama, che ha sponsorizzato da almeno un paio d'anni i trendsetter che battono la grancassa sulle grandi opportunità della mobilità elettrica e sul rilancio dell'economia passante per l'economia verde, dunque anche per le nuove vetture a batteria.
La realtà è però assai più grigia. L'economia continua a languire, lo stato federale è sull'orlo di un colossale dafault e le prime alternative elettriche alle auto tradizionali costano molto, intorno ai 40.000 dollari. Una cifra assai elevata in USA, dove per le auto correnti si sborsa al massimo la metà. Di qui la delusione anche dei più motivati.
Un articolo sull'Energy Bulletin arriva addirittura a prospettare una vera e propria débacle dell'intero sviluppo, dato che, citando diverse fonti, sostiene come non ci siano le risorse per sviluppare una mobilità elettrica mondiale, ergo non ci sia più abbastanza energia nel mondo per creare progetti alternativi.
Proprio nel Paese in cui è decollato il concetto di mobilità privata di massa, si affaccia dunque l'idea che proprio questa sia finita e che si dovrà ricorrere ad alternative di movimento che prescindano dall'automobile. Nel frattempo le nuove auto elettriche restano nelle concessionarie (poche), anche perché gli utenti non accettano le fortissime limitazioni di autonomia e manifestano una notevole paura di "rimanere a piedi".
Insomma, nonostante tutte le iniziative per promozionarle, le auto eletrtiche rimangono un concetto assai distante da quello della libertà totale di movimento rappresentato dall'auto tradizionale e la loro diffusione secondo modalità del tutto aderenti a quelle tradizionali è ancora tutta da vedere.
Roberto Lucchetti
Lunedì 10 Gennaio 2011
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