Batterie al fluoro: potenti ma pericolose?
Un prototipo di accumulatore dà grandi risultati energetici ma espone ai rischi di contatto con il pericoloso elemento
Il litio rimane per ora l'elemento principe nella manifattura di accumulatori per autotrazione, grazie alla sua leggerezza e alla relativamente elevata densità energetica che consente. Ma l'alto costo e la disponibilità limitata aumentano grandemente i costi, tanto che in una vettura elettrica dell'ultima generazione l'esborso per le batterie quasi eguaglia quello per lla vettura.
Logico dunque che la ricerca batta altre strade. E a questo riguardo ecco la notizia di un innovativo modello di accumulatore elettrico che sfrutta invece del litio il fluoro. Elemento un po' più in "là" sulla tabella di Mendeleiev, il fluoro (che sta dopo l'ossigeno), o meglio i suoi ioni, potrebbe stare alla base di un processo chimico chiamato "fluoride shuttle", in cui avviene uno scambio reversibile anionico tra gli elettrodi.
Lo studio è portato avanti dall'università tedesca del Karlsruhe Institute of Technology e riscontra grande attenzione soprattuto per l'elevatissima densità energetica del processo, circa 10 volte maggiore di quella che coinvolge il litio. Non siamo ancora a livello industriale, ma le premesse sono ottime e il fatto che a oggi venga impiegato un elettrolita liquido solo ad alta temperature è ritenuto superabile.
Emerge però così un nuovo problema di sicurezza, dato che che se da un lato si accantona l'intriseca pericolosità del litio, metallo alcalino che reagisce "male" ai contatti con l'acqua, dall'altro si introduce un elemento potenzialmente letale per la vita umana. Il fuoro, infatti, in determinati composti (tipicamente l'acido fluoridrico) è protagonista di una letale reazione di sostituzione del calcio nelle ossa umane, pericolosissima in quanto irreversibile.
Roberto Lucchetti
Lunedì 31 Ottobre 2011
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