Probabilmente è il progetto automobilistico più innovativo tra quelli dedicati alla difesa dell’ambiente. Si chiama Better Place e mira a rendere più facile l’uso - e quindi la diffusione - dell’auto elettrica, che viene concepita come uno strumento di fruibilità pari a quella di un telefonino. Come per un cellulare, tutto si gioca nella facilità di ricarica della batteria. Per questo, Better Place prevede l’installazione di migliaia di prese ad hoc in abitazioni e garage: quando la batteria è scarica, la si smonta e la si collega alla presa per rigenerarla. Le cariche durano dalle 4 alle 6 ore.
Il plus del progetto, però, è nel fare in modo che sulle lunghe percorrenze non si corra il rischio di rimanere a piedi. Ecco perché sono previste centinaia di stazioni di servizio dove gli automobilisti potranno sostituire, anche in self service, la batteria prossima all’esaurimento con una nuova. Tempo del cambio: 3 minuti.
L’idea di Better Place è di Shai Agassi, 39 anni, ex top manager di una delle maggiori software house al mondo. Il progetto – titanico – ha incontrato il favore di due partner fondamentali per poterlo se non altro sperimentare: una Casa automobilistica e uno Stato. L’una è Renault, l’altro è Israele.
Nel 2009 la Casa francese metterà a disposizione alcune centinaia di prototipi (possibile l’impiego della Z.E.Concept), mentre Israele agirà su due fronti. Da un lato, aprirà le prime stazioni di cambio batteria; dall’altro, favorirà la diffusione di veicoli elettrici detassandone l’immatricolazione.
Tra le innovazioni di Better Place c’è anche Ergo (Electric Recharge Grid Operator), un sistema che darà accesso a diverse forme di abbonamento (forfettario, con carta ricaricabile, a consumo) fornendo anche le batterie ed eventualmente la vettura.
Segnala e condividi