Fusione Porsche-Volkswagen: quantità e qualità

Doveva essere una scalata di Porsche a Volkswagen, sarà invece una fusione. La nuova società controllerà 10 marchi e avrà tutti i numeri per sposare la quantità alla qualità.

Fusione Porsche-Volkswagen: quantità e qualità
1 di 1 | CREDITS:

 

Doveva essere la scalata del secolo, ma si è fermata a metà. Precisamente, al 51%. E' quella la quota di Volkswagen nelle mani di Porsche, che ha abbandonato i propri propositi di arrivare al 75%. L'obiettivo, ora, è il matrimonio: le due Case si fonderanno. Lo ha annunciato proprio Porsche in un comunicato avaro di dettagli. E che dunque lascia ancora spazio per qualche considerazione.

La prima riguarda il segno dei tempi, pessimi per la finanza. La scalata a Volkswagen, infatti, era una mera operazione finanziaria mirata all'acquisizione di un gruppo da 6 milioni di auto all'anno, che punta a diventare il numero 1 tra i produttori superando Toyota. E' invece tempo di guardare alla cosiddetta “economia reale”, chiedendosi cosa e quanto, di concreto, si sia in grado di produrre. E' quello che sta facendo Fiat, con risultati – per ora e sulla carta – positivi.

Ora lo fanno anche due storiche Case tedesche, antitetiche nella loro essenza. Una è l'auto del popolo (volks-wagen), nata in tempi poco promettenti (1937: al Reichstag di Berlino sedeva un certo Adolf Hitler) ma capace di motorizzare la Germania così come Ford ha fatto con gli Usa e Fiat con l'Italia. L'altra, Porsche, è “lusso di massa”, un ossimoro sintetico di un modo di fare auto in alto di gamma ma non per pochissimi (la produzione annua è di 105mila unità).

Non che a Volkswagen mancasse uno sbocco in quel segmento: del gruppo della Casa di Wolfsburg fanno parte marchi quali Audi, Bentley, Bugatti e Lamborghini. Allo stesso modo è impensabile una strategia di Porsche sui segmenti medi e bassi. L'obiettivo della fusione è semplicemente dar vita a una società che controlli, conservandone l'indipendenza, 10 marchi automobilistici (ai citati si aggiungano Seat, Volkswagen veicoli commerciali, Skoda e Scania). Anche in termini quantitativi l'integrazione non apporterà alcunché: la produzione annua salirà delle 105mila unità di cui è capace Porsche.

Dov'è allora il vantaggio? Nella tecnologia. Porsche Engeneering è una delle divisioni più avanzate sul piano della ricerca e lavora a tutto campo. Due esempi: hanno sviluppato motori per Subaru e per la vecchia Seat Ibiza (che montava un 1.2 e un 1.5 System Porsche). Ciò dimostra un'attenzione non limitata ai 911 o ai Boxster e della quale Volkswagen è pronta ad approfittare. Considerando quanto la sola Wolfsburg lavori già sulla tecnologia (ce ne siamo accorti provando la Golf VI), è facile capire che la fusione mira alla quadratura del cerchio: sposare quantità e qualità.

 

Igor Principe

Giovedì 7 Maggio 2009

COMMENTI