Vado in bici, ergo sum
Un'affermazione di primato sugli altri veicoli, sancita dal permesso di "fregarsene" dei contromano. Bravi
Accidenti, non ci eravamo accorti che fosse nata una nuova razza cittadina, quella del "Ciclista Superior". No, non si tratta di fare crociate, ma il via libera alle biciclette contromano, sancito dal ministero dei trasporti e ora soggetto soltanto al placet dei diversi comuni sancisce un criterio di sudditanza quantomeno discutibile.
La sostanza: sarà consentito (ufficialmente) ai cicli di transitare contromano sulle strade urbane. Ma mica tutte, attenzione. Soltanto quelle larghe almeno 4,35 m e in zone con il limite di 30 km/h. Ah beh, allora...
Insomma viene autorizzato quello che già ciascuno di noi può ben sperimentare succeda ogni giorno, cioè che le biciclette facciano tutto ciò che vogliono alla faccia del traffico e delle regole, per esempio passando a tutta birra sulle strisce e facendo pure rimostranze a quei "disgraziati" degli automobilisti che, considerandoli come dice il Codice un veicolo e non un pedone, non si affrettano a inchiodare immediatamente l'auto per prostrarsi riconoscenti a questi illustri rappresentanti della nuova razza dominante.
D'altronde di cosa meravigliarsi? Le auto sono ormai manifestamente un problema, da scoraggiare nell'uso, da tassare, da rendere addirittura proibitive nell'impiego dovendosi districare tra blocchi del traffico e carburanti a prezzi da gioielleria. Ci mancava giusto l'incubo del ciclista che ti sbuca contromano. Salvo poi stracciarsi le vesti se l'occupazione nel settore scende e le vendite inevitabilmente languono.
Bisogna decidersi e fare bene. Le biciclette sono un bene per la salute e la circolazione. Ma è assolutamente indispensabile viaggino sulle loro corsie, separate dal traffico e studiate in base a un piano stradale e della mobilità che eviti i ghirigori, "pesanti" quando si pedala.
E se per risolvere le lacune si dà licenza di violare forse la più logica ed elementare regola del traffico, ci spiace, siamo decisamente sulla strada sbagliata e non certo su una corsia riservata. Vogliamo meno incidenti e un traffico più scorrevole; magari anche limitato, ma in presenza di alternative. Credibili però.
Roberto Lucchetti
Venerdì 6 Aprile 2012
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