Affare Opel: Gm verso un nuovo rinvio della decisione

Di Igor Principe <portalemotori2SPAMFILTER@hachette.it> | Martedì 8 Settembre 2009

Decidere di non decidere. E' questo uno dei possibili esiti del meeting che oggi e domani il board di General Motors terrà a Detroit, il cui ordine del giorno è uno e uno solo: il futuro di Opel. La Casa americana, come è noto, mira a non vendere più il marchio del Lampo (di cui è proprietaria dal 1929) ai due acquirenti in gara: Magna, sponsorizzato dal governo tedesco, e Rhj, il fondo di investimenti che rimane comunque la scelta privilegiata di Gm in caso di cessione.

Una soluzione tra oggi e domani era fortemente caldeggiata da Berlino, dai sindacati tedeschi di Opel e dalla filiale europea di General Motors (il cui presidente, ieri, ha annunciato investimenti in una minicar ecologica nel caso di trasferimento a Magna). Ma pare che tutti costoro rimarranno delusi. Secondo il quoditiano tedesco Handelsblatt, Gm punta a rimandare ogni scelta ad un momento successivo alle elezioni politiche tedesche, in programma il 27 settembre. Le urne potrebbero infatti offrire nuovi scenari, tutti disegnati sull'identità del vincitore. Che potrebbe non essere Angela Merkel, ma un nuovo premier con idee diverse dal vendere Opel a Magna; o la stessa Merkel, ma magari senza l'appoggio della componente socialdemocratica (cioè quella che più di tutte chiede il passaggio al consorzio) e quindi più disponibile al dialogo. Allo stesso modo, però, General Motors potrebbe ritrovarsi di fronte una Cancelliera ancora più forte e ancor più determinata nelle proprie posizioni.

In altre parole, Gm confida nell'attesa di una controparte politica meno stressata da esigenze di campagna elettorale per raggiungere, mantenendo la proprietà di Opel, i seguenti obiettivi: 1) evitare trasferimenti di tecnologia al competitor russo Gaz, membro della cordata guidata da Magna (ma che ha dichiarato di non voler essere anche azionista della Casa tedesca); 2) non perdere un centro di sviluppo come quello di Ruesselsheim, cruciale per la produzione di quelle vetture piccole ed economiche che, anche grazie alla politica di Barack Obama, diventeranno un asset fondamentale nel futuro automobilistico americano.

Intanto, anche Berlino pare ammorbidirsi nei confronti delle posizioni di Gm. Lo si evince da una dichiarazione del vice-ministro dell'Economia, Jochen Homann, secondo il quale la Casa americana, se vuol conservare la proprietà di Opel, è tenuta a presentare una robusta strategia di business. E' una piccola breccia nel muro che fino ad oggi il governo tedesco ha eretto su questo tema.

Segnala e condividi


Facebook Twitter Del.icio.us Google Bookmarks