Chongqing, Cina. Sorge qui, in quel Sichuan devastato dal terremoto del maggio 2008 (oltre 70mila morti), la nuova base di lancio di Ford nel paese del Dragone. Ieri vi è stato inaugurato un nuovo impianto che, da un'iniziale capacità produttiva di 150mila unità all'anno, arriverà a 600mila nel 2012. Dalle sue linee di montaggio usciranno la Focus, la Mondeo e altre due volumi che la Casa di Detroit produce nel paese grazie a una doppia joint venture: con i cinesi di Chongqing Changan Automobile e con i giapponesi di Mazda (di cui Ford è azionista di maggioranza).
E' un'investimento importante, ma che dovrebbe portare frutti a breve. Il Ceo Alan Mulally è infatti convinto che nel giro di un paio d'anni i costi saranno ammortizzati e si vedranno i primi profitti. “Assolutamente; siamo su quella strada”, ha detto il manager ai giornalisti.
La Cina è il tassello principale dell'azione di Ford in Asia; non troppo secondaria, però, è anche l'India. Anzi, è qui che la Casa americana concentra la maggior forza innovativa, con il lancio di una nuova “piccola”. Si chiamerà Figo (nessun riferimento al calciatore ex Barcellona, Real Madrid e Inter) e sarà prodotta a partire dall'inizio del 2010. Nel Dragone, invece, Ford vede un territorio fertile per la ricerca di partner commerciali.
Lo dimostra il caso Volvo, di cui si è parlato a margine dell'inaugurazione del nuovo impianto. Mulally ha spiegato che le trattative per la vendita del marchio svedese sono in fase di sviluppo, senza però citare la controparte. Ma si sa che l'interesse maggiore viene proprio da un gruppo cinese, Geely . Che, secondo il Wall Street Journal, avrebbe offerto 2,5 miliardi di dollari (1,7 miliardi di euro) per l'intera proprietà di Volvo. La proposta, sempre secondo il giornale, è sotto la lente di Ford.

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