Marchionne: Termini chiude. Alfa Romeo negli Usa: c'è tempo

Di Igor Principe <portalemotori2SPAMFILTER@hachette.it> | Giovedì 14 Gennaio 2010

Il ceo di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, è intervenuto all'Automotive News World Congress, in corso nell'ambito del Salone di Detroit , e con la consueta chiarezza ha fatto il punto su alcuni temi del futuro locale e globale del gruppo di cui è la guida.

Anzitutto, ha parlato di Termini Imerese . Non perché fosse in agenda, ma perché sollecitato da un grido di protesta alzatosi dalla platea: “Fiat-Chrysler è una vergogna”. Il manager ha ribattuto: “Termini Imerese è improduttivo e non è in grado di competere. La Fiat è un'azienda e ha le relative responsabilità. Non è il governo, non abbiamo quindi la responsabilità di governare il paese”.

L'agenda di Marchionne era invece incentrata su considerazioni di natura globale. Tra tutte, la sovrapproduzione di automobili, tema a lui molto caro. Questi i punti del discorso:

- Nel mondo si producono 94 milioni di auto, 30 milioni in più del necessario.
- Un terzo della sovrapproduzione è in Europa, dove nel 2009 la capacità produttiva è stata utilizzata al 75%
- Nel 2010 potrebbe scendere al 65%
- Motivo: in Europa si fa di tutto per tenere aperti gli stabilimenti. L'ultima chiusura in Germania, per esempio, risale a prima della Seconda Guerra Mondiale.

Marchionne ha poi aggiunto che è ammirevole che i Governi facciano il possibile per salvaguardare l'occupazione, ma non possono chiedere ciò alle aziende. E che l'orgoglio nazionale può sì essere un fattore di motivazione, è necessario che le società sappiano competere in piedi sulle proprie gambe.

Quanto alla crisi, il leader di Fiat Group ha ribadito l'idea che sia un'occasione per ripartire. “Una crisi che non si traduce in cambiamenti fondamentali, sarà stata senza senso. Questo è il pericolo del momento: la crisi ci ha portato a prendere la strada della ristrutturazione e delle riforme. E se continueremo su questa, sono sicuro che questa strada sarà anche quella della rinascita”.

Infine, Alfa Romeo. Il 2010 doveva essere l'anno del debutto negli Usa. Ma le parole di Marchionne lasciano pensare che ci vorrà ancora del tempo. “Alfa deve prima dimostrare di avere ancora il diritto di esistere come marchio indipendente prima di pensare ad espandersi”, ha detto il manager, precisando poi che per la Casa di Arese è necessario sviluppare una gamma e una strategia adeguate per il mercato americano. Fino ad allora - concludiamo noi – il terreno di gioco di Alfa Romeo rimarrà l'Europa.

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