Marchionne: possibile lo scorporo di Fiat Auto

Di Igor Principe <portalemotori2SPAMFILTER@hachette.it> | Giovedì 4 Marzo 2010

E' stato un Sergio Marchionne loquace, quello che dal Salone di Ginevra , in tour tra gli stand insieme a John e Lapo Elkann, ha tracciato alcuni scenari del futuro di Fiat e in generale dell'automobile. Tante parole, quindi tanto di cui parlare, a cominciare dallo scorporo di Fiat Auto dalla galassia del Lingotto.

Il progetto sarà all'ordine del giorno nella presentazione del piano quinquennale, il prossimo 21 aprile. Data simbolica: a quel giorno del 753 a.C. La tradizione fa risalire la fondazione di Roma. Inevitabile quindi pensare alla nascita di un nuovo impero, che dallo scorporo dell'auto dal Gruppo Fiat dia vita, tramite la fusione con Chrysler, a un nuovo protagonista del mondo delle quattro ruote. Sul punto, Marchionne ha solo confermato che se ne parlerà in quella data. Molto più prodigo di parole, invece, sul futuro dell'auto.

“Il 2010 sarà difficile. Per una normalizzazione del mercato in Italia bisognerà attendere il 2013”, ha detto il manager. “Il livello fisiologico è di 2,1 milioni di auto. Quest'anno, senza incentivi, si assesterà su 1,75 milioni”. Una presa d'atto della decisione del governo di non rinnovare i bonus al settore per il 2010, che non sembra preoccupare un Marchionne impegnato su altri fronti. Per esempio, quello di Alfa Romeo.

Sempre il 21 aprile, infatti, si parlerà del futuro americano di Alfa. “Il progetto di portarla negli Usa c'è, lo stiamo analizzando”, ha detto Marchionne, ribadendo la decisione di creare un polo sportivo con Maserati e Abarth . Sui tempi, però, non ci sono state indicazioni.

Infine, altri due punti: l'alleanza con Peugeot e la questione Termini Imerese. Sul primo, il manager ha escluso intese ulteriori a quelle già in atto per i veicoli commerciali; sul secondo, ha spiegato: “Mi dispiace che tutta questa storia la stiano vivendo sulla loro pelle i lavoratori di Termini. Invito tutti a fare discorsi seri e precisi per aiutarli. La Fiat farà quanto necessario per traghettare l'azienda e portarla da un'altra parte”.

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