Stop definitivo agli incentivi auto. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola durante un'audizione informativa al Senato sulla questione dell'impianto Fiat di Termini Imerese. “Il governo ha ritenuto che anche in Italia sia giunto il momento di tornare alla normalità del mercato dell'auto, non rinnovando gli incentivi e intensificando invece il sostegno alla ricerca e all'innovazione”. Scajola non si è pronunciato, invece, su un'altra e importante questione aperta sul tavolo dell'esecutivo: quella degli incentivi alle due ruote.
La preoccupazione principale di Scajola è però un'altra: il futuro di Termini Imerese. Il governo ha adesso all'esame 14 proposte per continuare a far lavorare l'impianto dopo che Fiat, nel 2012, lo dismetterà. “Il governo è determinato a garantire la vocazione industriale dell'aerea, privilegiando i progetti del settore automotive”, ha detto il ministro, aggiungendo: “altre iniziative, nel settore terziario, multimediale, turistico, agroindustriale, e logistico potranno concorrere a supportare i processi di sviluppo dell'area, integrando e non sostituendo l'utilizzo produttivo del sito”.
A confermare l'importanza della questione sono anche i numeri: 1650 dipendenti più 300 occupati nell'indotto, ovvero poco meno di 2000 posti di lavoro a rischio in una zona che non offre troppe alternative. E che, però, non può sottrarsi al cambiamento in atto nel mondo dell'automotive, accelerato dalla crisi dell'ultimo anno ma in realtà risalente a oltre 40 anni fa. “ Bastano pochi dati per comprendere quanto sia mutato lo scenario: in Europa il numero dei marchi automobilistici è diminuito dai 58 del 1964 agli attuali 22; il numero dei modelli in produzione, per contro, è aumentato da 72 a più di 200. E l'offerta di auto nel mondo è stata, negli ultimi anni, superiore alla capacità di assorbimento del mercato”.










Commenti
Marco - Mercoledì 17 Febbraio 2010 18:05
Concordo con Mirko. Drogare il mercato non va mai bene. Aiutarlo per un po' ok, ma poi tutte le aziende devono essere in grado di vivere del loro, senza dover dipendere dallo stato. E poi così si potrà attuare la teoria di Marchionne circa la sovraproduzione e finalmente le case produrranno meno e magari si eviteranno disastri tipo toyota
Complimenti - Mercoledì 17 Febbraio 2010 17:04
Dopo aver paralizzato il mercato alimentando l'attesa per degli incentivi che poi non ci saranno il Governo ha fatto fare qualche settimana di cassa integrazione ai dipendenti Fiat e dell'indotto e fatto collassare tutti i concessionari. Quanto ci è costato?
Mirko - Mercoledì 17 Febbraio 2010 16:39
Sono d'accordo con Scajola. Non perché ce l'abbia con la Fiat, ma perché è naturale che in un mercato vero l'offerta scenda se non c'è domanda.