Citroën C4 Aircross 1.6 HDi 4x2 Seduction: country hybrid

Un riuscito mix tra lo stile francese e la tecnica jap: ecco la nuova suv del double chevron, con l'atout del diesel tricolore

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2 di 9 | CREDITS:
  • GUIDA 15/20
  • SICUREZZA 16/20
  • COMFORT 17/20
  • INQUINAMENTO 18/20
  • BUDGET 16/20
  • LINEA 16/20
Grafico prestazionale
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LA NOVITA'
Tecnica “jap” e charme francese. Citroën reinventa la Mitsubishi Asx e nasce la C4 Aircross, una suv compatta, di quelle da usare in città e nei weekend. Di quelle che in tempo di crisi consumano e inquinano poco (almeno col diesel 1.6 HDi), perfette auto "uniche" per famiglie che oltre alla sostanza badano anche alle apparenze. Infatti… 

Edonismo ed evasione sono stati i principi che hanno guidato la reinterpretazione francese della compatta “jap”. Dunque linea intrigante, posizione di guida alta e rassicurante, trazione 4x4 o 4x2 a scelta (per una differenza di 2.000 euro), tre motori (ma a farla da leone sarà certo il millesei francese da 115 cavalli) e un abitacolo ritagliato su misura per papà, mamma e due marmocchi, ipnotizzati a dovere dal grande tetto panoramico.

Come si ottiene un risultato così? Miscelando la tecnica “jap” e lo charme francese, una ricetta che anni dopo si ripete. E dopo l’esperienza di Citroën C-Crosser e Peugeot 4007, entrambe derivate dalla Mitsubishi Outlander, l’alleanza fra il gruppo Psa Peugeot-Citroën e la Casa giapponese si rinnova con la nascita di questa nuova suv compatta, derivata dalla Asx. L’obiettivo della C4 Aircross? Far la guerra (da fine maggio) a Nissan Juke e Qashqai, Mini Countryman, ma anche a Ford Kuga, o alla coppia di coreane IX35 e Sportage.

Insomma, Mitsubishi ci mette telaio e trazione 4x4. E i francesi aggiungono nuovi motori e look personalizzati e, forse, in futuro anche le versioni Hybrid4. Che la base di partenza sia la Asx, si vede. Ma poi, l’impronta stilistica Citroën lascia un segno profondo. E saranno i led verticali sul muso, sarà il montante posteriore completamente inedito, fatto sta che la Aircross si amalgama perfettamente allo stile Citroën, con un pizzico di influenza stilosa DS. Dentro Citroën ci ha messo molto di suo, fra nuovi materiali, colori, finiture.

Ma… Si avverte anche una certa “sovrapposizione” di materiali. Intendiamoci, l’Aircross, specie negli allestimenti più completi  Seduction ed Exclusive appare piuttosto appagante. Ma si avverte un certo contrasto fra le nuove plastiche morbide francesi e la “base” più essenziale del progetto giapponese (parte del tunnel, zone basse della plancia, comandi del clima). Così come sembra un po’ improvvisata la posizione di alcuni comandi, come quelli del riscaldamento dei sedili, quasi irrangiungibili incastrati come sono fra tunnel e sedile.

Il resto però è molto piacevole: posizione di guida alta, un tetto vetrato panoramico che ha la sola colpa di non essere apribile, un’abitabilità corretta per quattro, con un tunnel che non infastidisce nemmeno l’eventuale quinto passeggero. Meno azzeccata l’accessibilità posteriore, a causa della soglia alta e stretta delle porte e del ridotto angolo di apertura delle porte. La flessibilità? Buona, ma senza guizzi innovativi: gli schienali dietro si ripiegano e c’è il passaggio per gli sci. Stop. Mentre lo spazio per le valigie varia dai 416 litri ai 1.193, con un vano piatto e comodo. Per i più alti di 1,80 m, occhio alla testa, potreste urtare contro il portellone aperto mentre caricate.

SU STRADA
Per ora i motori sono tre: 1.6 benzina, 1.6 e 1.8 diesel. Cosa fare? A sentire quelli della Citroën, il 96% di voi sceglierà l’inedito diesel francese, ossia il millesei HDi da 115 cv, un mix riuscito fra economie di servizio, prezzo, ed emissioni (119 g/km) da record di categoria. Poi si pone un’altra questione: 4x2 o 4x4? La risposta sta nell’utilizzo che ne farete, sappiate solo che la trazione integrale vi costa 2.000 euro in più, soldi ben spesi a patto di viaggiare spesso su terreni a scarsa aderenza (neve o fango).

Nel caso,  sarete  voi con un comando sul tunnel a scegliere quando usare la trazione anteriore (e risparmiare carburante) o tutte le ruote motrici, mentre in caso di difficoltà, l'opzione "Lock" trasmette la coppia in modo fisso alle ruote anteriori e posteriori, in modo da avere il massimo della trazione. Non esagerate nell'offroad perché con 16,8 cm di altezza minima da terra non siete in gran vantaggio rispetto a una normale berlina.

Ma come va il millesei diesel? Diciamo che 115 cv a volte sembrano un po’ pochini e che il cambio, fin troppo duro negli  innesti, non aiuta. Anche l’assetto è “morbidoso”, ottimo sulle buche, meno sulle curve dove l’auto si inclina parecchio. Insomma, prezzo ed economie direbbero 1.6 HDi; il piacere di guida invece è nettamente a favore della milleotto diesel, che con 150 cv e un assetto più dinamico convince.  Ma costa 2.000 euro in più.   

IL MERCATO
In vendita da fine maggio, la C4 Aircross debutta con tre motorizzazioni, un benzina 1.6 da 115 cv (da 23.200 euro), il diesel 1.6 HDi da 115 cv (da 25.200 euro) e il milleotto da 150 cv (da 29.000 euro). Tutti i motori hanno lo start&stop di serie che spegne l'auto al semaforo e tutte le versioni sono disponibili in versione 4x2 o 4x4, con 2.000 euro di differenza.

Quasi scontato fare un "pensierino" all'alternativa giapponese, cioè alla quasi gemella Mitsubishi ASX. Il motore di ingresso è lo stesso 1.6, ma è disponibile solo in versione 2WD a partire da 19.350 euro, prezzo inferiore e in parte spiegabile con dotazioni meno ricche. In gamma manca il diesel 1.6 mentre al suo posto ci sono versioni bifuel  benzina/Gpl, anche loro però solo in versione a trazione anteriore.

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IL NOSTRO GIUDIZIO

Una suv compatta, con un look intrigante e costi di gestione ragionevoli. Volendo potrebbe essere l'unica auto di famiglia. E poi in tempi di crisi questo segmento è l'unico che tira. Le ragioni? Il sogno di evasione è una specie di "boccata d'aria", e una suv sporca di fango in garage prolunga il ricordo di un weekend fuoriporta.

Più

  • Emissioni da prima delle classe
  • Consumi ridotti
  • Linea intrigante

Meno

  • Cambio con innesti duri
  • Qualche "alto&basso" nelle finiture interne
  • Manca il cambio automatico

Roberto Sposini

Venerdì 4 Maggio 2012

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