Dacia Lodgy: il meglio del low cost

Un vettura intelligente e pratica con molte frecce al suo arco nell'attuale mercato in crisi, che offre buone prestazioni, versatilità e abitabilità da record.

3 di 13 | CREDITS:
  • GUIDA 17/20
  • SICUREZZA 15/20
  • COMFORT 18/20
  • INQUINAMENTO 17/20
  • BUDGET 20/20
  • LINEA 13/20
Grafico prestazionale
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LA NOVITA'
Il concetto low cost si evolve. E Dacia ha avuto una evoluzione di mercato addirittura esplosiva, con il 21% di incremento dal 2004, mentre l'Italia rappresenta il 3° mercato europeo per il marchio. Ora entra con la Lodgy in un nuovo ambito, quello delle monovolume, che nell'ottica della Casa hanno una collocazione traversale a cavallo del segmento delle multispazio. Una vettura molto intelligente che offre grande abitabilità a un prezzo davvero contenuto ma che al tempo stesso non richiede un particolare spirito di adattamento per essere apprezzata.

Rispetto alle altre Dacia, la Lodgy è infatti un'auto davvero nuova, nella struttura (la scocca deriva da quella della Logan con "l'inserimento" dell'avantreno di una Kangoo), nel livello di finitura (l'interno è spazioso e piacevole e i materiali sono di buona qualità), nell'insonorizzazione, molto efficace anche a velocità sostenuta.

I suoi punti di forza sono quindi il prezzo in relazione al volume disponibile, la grande modularità dell'interno, con 5 o 7 posti (supplemento di 500 euro) e una dotazione a richiesta che la rende del tutto comparabile alle "altre" vetture, quelle che costano molto di più. Tutt'oro? Beh, in gran parte sì, anche se l'aspetto stilistico non si può certo definire à la page. La Lodgy è cordialmente brutta, ma non ha nemmeno vezzi e la sua solidità, insieme alla veste pratica che spicca, le dà uno status che le permette di reggere tranquillamente "la scena".

SU STRADA
Fa abbastanza caldo, qui a Marrakech, in Marocco. La Lodgy viene presentata qui perché è costruita a Tangeri nello stabilimento Renault e anche perché il gruppo rappresenta in questo Paese ben il 38% del mercato. Caldo, dicevamo, per di più sono le 13 (ora locale) e le nostre vetture sono parcheggiate in pieno sole. La situazione ideale per verificare l'efficienza del climatizzatore, che risulta promosso a pieni voti: dopo pochi chilometri la temperatura dell'abitacolo è normale.

Comiciamo bene, anche perché ci accorgiamo subito del notevole lavoro di insonorizzazione, che isola tanto dal rumore diretto quanto dalle vibrazioni. La nostra vettura è dotata del motore 1.5 turbodiesel a da 110 CV, che insieme al cambio a sei rapporti offre una buona brillantezza, ma soltanto a patto si stia a cavallo dei 2.000 giri. Le cose migliorano invece notevolmente con il Diesel meno potente, quello da 90 CV, che pur privo del turbo a geometria variabile e dotato di cambio a sole 5 marce invece di 6, si mostra molto più elastico ai bassi regimi e in definitiva capace di offrire una guida più rilassata.

Ottima la visibilità in tutte le direzioni, persino dietro nonostante la lughezza della vettura e i montanti. Lo spazio è molto: la Lodgy è lunga, larga, ma soprattutto alta, pur senza strafare e alterare il buon assetto. Ciò implica spazio per i bagagli mega, tipo 827 litri a cinque posti, 207 a sette, addirittura 2.617 con i soli posti anteriori. Difficile trovare di meglio senza attingere al listino USA. Buono lo spazio complessivo per gli oggetti, che comprende anche il vano superiore con coperchio sulla plancia (versioni Lauréate) e il cassettino davanti al passeggero, ma distribuito non perfettamente dal punto di vista del guidatore.

La strada si snoda tortuosa con curve strette che ti colgono di sorpresa, ma la Lodgy si rivela subito sana e accetta quasi tutte le manovre senza fare intervenire troppo l'ESP (300 euro), eccettuati gli slalom, dove la coda prima o poi prende un po' di deriva. Ma non è questa l'andatura giusta per la vettura: un ritmo più rilassato, ma comunque spedito fa invece per lei, che ricambia con la buona precisione dello sterzo e la frenata ben dosabile, anche se ci sono i tamburi al retrotreno.

I sedili accolgono confortevolmente senza risultare troppo cedevoli e supportano bene la schiena anche  sulle sconnesse strade marocchine, determinando, un ottimo comfort complessivo insieme con l'efficiente centro MEDIA NAV al centro della plancia (450 euro), dotato di touch screen, che comprende radio, navigatore e lettore di MP3. Buona anche l'ergonomia, con l'unica eccezione del comando del limitatore di velocità, che, a fronte del'interruttore a bilancino sul volante per il fix della velocità, ha quello principale in basso sulla plancia, poco visibile e difficile da trovare anche a tentoni.

MERCATO
La politica low cost di Dacia non cambia: una versione di attacco "nuda" ma davvero economica, 9.900 euro con il motore 1.6 MPI a benzina da 85 CV poi i livelli superiori Ambiance  e Lauréate che partono rispettivamente da 11.050 e 12.250 euro per lo stesso propulsore e giungono a 13.650 e 14.850 euro nella versione con il turbodiesel 1.5 dCi da 110 CV. Da segnalare anche la nuova TCe 1.2 litri da 115 CV, dotata di motore turbo a benzina e assai agile, che promette pure consumi ragionevoli e potrebbe interessare a chi non percorre molti chilometri con il suo target price di 14.350 euro in versione Lauréate. 

Da segnalare comunque la mancanza di serie di molti accessori ormai praticamente essenziali: uno per tutti il climatizzatore a 850 euro, presente solo sulle versione più costose e l'ESP, che richiede un supplemento 300 euro su ciascun modello.

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IL NOSTRO GIUDIZIO

Un'ottima auto, la prima davvero tutta nuova di Dacia, che mostra come il marchio stia evolvendo brillantemente e possa fornire prodotti concorrenziali. Pur con gli optional, una Lodgy costa come una utilitaria, ma ha lo spazio di una Renault Espace. In pratica è senza rivali.

Più

  • Favorevole rapporto costo/funzionalità
  • Buone prestazioni
  • Spazio a iosa

Meno

  • Linea poco attraente
  • Dotazione scarsa
  • Freni posteriori a tamburo

Roberto Lucchetti

Giovedì 26 Aprile 2012

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