Inifiniti EX30d: e alla fine arriva il Diesel
Un bel V6 a gasolio per la EX, crossover di Casa Infiniti: tanto lusso come da tradizione, prestazioni sportive e consumi più ragionevoli, per cercare gloria anche nel vecchio continente.
LA NOVITA'
In principio fu l'FX a rinunciare a cilindrate extra large rigorosamente a benzina. Oggi, a qualche mese di distanza, anche la EX beneficia di questa evoluzione e guadagna un propulsore Diesel V6 da 3 litri, con una potenza massima di 238 cavalli e, soprattutto, una coppia di 550 Nm a soli, udite udite, 1.750 giri.
Non cambia l'estetica (a parte l'aggiunta della letterina “d” in fondo alla sigla), che resta quella tipica di una coupé sportiva travestita da Suv. O, se preferite, viceversa... Spazio quindi a un musone allungato con tanto di griglia “a doppio arco” e a uno spoilerino posteriore da vera “cattivona”. Tante le cromature e non mancano, di serie su tutte le versioni, i fari allo xeno e cerchi in lega da 18 pollici.
All'interno lo spazio non è abbondantissimo, ma comunque sufficiente per viaggiare comodi in quattro. I sedili in pelle (optional) sono “confezionabili” su misura. Non mancano una videocamera di parcheggio (optional), non indispensabile, ma comunque utile e un pacchetto radio-navigatore arricchito dai contenuti della Guida Michelin. Comodi i sedili della seconda fila reclinabili semplicemente sfiorando un tasto.
SU STRADA
Di sforzi per mantenere un soud degno di nota alla Infinity ne hanno fatti molti, ma la differenza con la versione benzina si fa sentire appena il V6 si mette in moto. Anche gli integralisti, però, dimenticheranno presto la rinuncia in termini di “rombo”, consolati da consumi medi che, in autostrada, si assestano in zona “12 con un litro”. Molto bene le sospensioni, capaci di garantire un buon livello di comfort e, quando si decide di affondare il pedale, di mantenere comunque la EX 30d stabile e, perché no, divertente. La coppia “esagerata” già ai bassi regimi garantisce partenze fulminee. Bene anche l'erogazione agli alti regimi: i sorpassi in velocità non sono mai un problema, aiutati anche da un cambio automatico abbastanza rapido sia a salire sia in scalata. Il raggio di sterzata, non esattamente da “city car”, invece, penalizza la crossover nipponica nelle manovre sullo stretto.
Non manca una abbondante farcitura di elettronica dedicata alla sicurezza, tra cui segnaliamo, oltre ai classici controlli di stabilità e di assistenza alla frenata, un utile sistema di prevenzione delle invasioni di corsia (LDP, Lane Departure Prevention). Senza dimenticare i vantaggi in termini di stabilità e sicurezza sui fondi insidiosi legati a una trazione integrale capace di ripartire automaticamente la coppia in funzione del fondo (fino a una distribuzione del 50% all'anteriore e 50 al posteriore).
MERCATO
Apprezzabile lo sforzo di proporre la versione diesel allo stesso prezzo del benzina, ma il prezzo (49.800 euro) resta comunque per pochi eletti. Da segnalare l'ottimo equipaggiamento che caratterizza già la versione base. Per i più esigenti, però, non manca un nutrito elenco di optional sia per il comfort, sia per la sicurezza e la connettività.
IL NOSTRO GIUDIZIO
Chic e divertente da guidare, con l'arrivo del diesel diventa molto più gestibile senza grosse rinunce in termini di sportività (sound a parte). Molto bene sotto il profilo del comfort e della sicurezza. Il prezzo di partenza, per quanto lussuosa e ben allestita sia la versione base, resta comunque “per pochi”.
Più
- Consumi accettabili
- senza rinunce
- Dotazione di serie
- Adattabilità alle diverse condizioni
Meno
- Listino decisamente alto
- Sound poco aggressivo
- Visibilità più da coupé che da Suv
COMMENTI
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