Mazda 6 facelift 2010: ancora al passo

Dopo 140.000 esemplari venduti in Europa in due anni e mezzo, per la seconda generazione della Mazda 6 è già tempo del restyling di mezza età. Piccoli ritocchi di carrozzeria, affinamenti meccanici e motori Euro 5 caratterizzano la nuova gamma, che in Italia viene commercializzata con carrozzerie a tre volumi e station wagon.

Mazda 6 facelift 2010: ancora al passo
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  • GUIDA 17/20
  • SICUREZZA 17/20
  • COMFORT 16/20
  • INQUINAMENTO 18/20
  • BUDGET 18/20
  • LINEA 16/20
Grafico prestazionale
Zoom

LA NOVITA’
Il design esterno è stato modificato minimamente. Fendinebbia, una nuova griglia frontale, cornici cromate per i fari, fanali dalla grafica leggermente diversa, cerchi in lega inediti e piccoli affinamenti aerodinamici differenziano il nuovo dal vecchio modello. A livello meccanico sono da segnalare una nuova taratura dello sterzo (servoassistito elettricamente), interventi alle sospensioni (elementi in gomma e ammortizzatori) e l’omologazione euro 5 di tutti i motori. In particolare per quel che riguarda i propulsori debutta il 2.0 DISI a iniezione diretta di benzina da 155 CV, con emissioni di CO2 abbassate del 4,2% rispetto al precedente “duemila”. Viene offerto abbinato a un cambio manuale a sei marce o in optional a un cambio automatico. La gamma Diesel, invece, rimane imperniata sul 2.2 litri Common Rail con cambio manuale a sei marce che grazie a una nuova turbina ha guadagnato parecchio nella fluidità dell’erogazione.

LA GUIDA
La Mazda 6 è una viaggiatrice per vocazione e dopo questo facelift lo è ancora di più. Le modifiche agli ammortizzatori e la nuova taratura del servosterzo hanno giovato parecchio alla precisione di guida e al comfort dinamico. I chilometri scorrono via che è un piacere. Noi abbiamo provato la 2.2 turbodiesel sia in configurazione High power da 180 CV sia Mid power da 163 CV (in listino c’è anche una Low power da 129 CV). Per entrambe si nota una certa rumorosità a freddo, che si attenua mano a mano che il motore entra in temperatura e una maggiore fluidità di erogazione, in particolare nella fascia di rotazione tra i 2.000 e i 4.500 giri. Nel complesso la 180 CV è quella che dà più soddisfazioni: la ripresa è più consistente e anche a pieno carico gli scatti sono sempre decisi. Per chi non ha particolari velleità sportive, i 163 CV della Mid power sono più che sufficienti per una guida briosa, tanto più che la “6” wagon per sua natura è un’auto da godere preferibilmente ad andature turistiche. Il retrotreno, infatti, è piuttosto sensibile all’operazione di rilascio dell’acceleratore in curva. L’auto, comunque, è sempre sicura, grazie all’intervento sempre tempestivo del controllo elettronico della stabilità.

MERCATO
Dalla gamma della “6” sparisce la hatchback cinque porte per scelta della Filiale italiana che ha preferito concentrarsi sulla commercializzazione della tre volumi e della wagon. Nonostante i tanti piccoli miglioramenti e l’omologazione euro 5 di tutti i motori i prezzi sono stati ritoccati solo di alcune decine di euro: si va da un minimo di 22.100 a un massimo di 32.000 euro.

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IL NOSTRO GIUDIZIO

E’ già arrivata a metà del suo ciclo di vita ma grazie a una linea ancora fresca e ai motori euro 5 si mantiene al passo con la concorrenza. Una scelta alternativa per chi vuole distinguersi dalla massa senza spendere cifre esagerate.

Più

  • Linea piacevole
  • Capacità di carico
  • Hi-fi Bose e connessione bluetooth

Meno

  • Climatizzatore rumoroso
  • Fruscii aerodinamici a 130 km/h
  • Retrotreno un po’ nervoso

Damiano Bolognini Cobianchi

Mercoledì 7 Luglio 2010

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