Renault Twizy: long term test

Una prova di durata in città per la rivoluzionaria piccola elettrica francese nata, appunto, per le aree urbane.

1 di 8 | CREDITS:
  • GUIDA 20/20
  • SICUREZZA 18/20
  • COMFORT 13/20
  • INQUINAMENTO 20/20
  • BUDGET 15/20
  • LINEA 18/20
Grafico prestazionale
Zoom

LA NOVITA'
Della Twizy si è parlato e si parla molto, un quadriciclo elettrico di piccole dimensioni fatto apposta per la città. Il nostro long term test aveva perciò lo scopo di metterlo alla prova nella vita di tutti i giorni, impegnato nel traffico di una grande città che, come si sa, è ostico da affrontare anche con una due ruote.

E' particolarmente importante una valutazione a fondo poiché si tratta di un concetto di mobilità del tutto nuovo, a partire dai due posti in tandem per giungere alle frequenti necessità di ricarica.

SU STRADA
Iniziamo in una giornata calda e apprezziamo l'aria che "scorrazza" nell'abitacolo: la Twizy ha una scocca aperta e le porte sono... a metà, nel senso che manca del tutto la parte superiore. La scelta è stata determinata dalla mancanza di un impianto di climatizzazione (e ventilazione): se l'abitacolo venisse chiuso sarebbe impossibile contrastare l'inevitabile appannamento.

Ovvio però che se piove o fa freddo la situazione sia meno piacevole; in questo caso occorre far conto di essere in moto e vestirsi di conseguenza. Non c'è bisogno del casco, piacevole e più sano per i capelli, ma anche qui d'inverno viene meno un "elemento riscaldante" cui bisogna supplire con un copricapo.

Anche l'accesso a bordo non è dei più rapidi e agevoli, tra le semiporte (optional) che si aprono (lentamente) verso l'alto e la necessità di scavallare il sedile, un minimo di agilità occorre. Bisogna considerare poi che tipicamente la guida deve'essere preceduta dal "rituale della spina": staccarla dalla presa a muro, disinnestare e riporre l'adattatore (il connettore è di tipo industriale), reinfilare il cavo azzurro nell'alloggiamento anteriore (operazione non immediata), se è il caso mettere gli oggetti nel vano posteriore apribile (un po' faticosamente) a chiave. A questo punto fate salire il passeggero, che dev'essere agile e avvezzo alle moto, visto che sta con le gambe ai lati del sedile anteriore; lo spazio per lui è pochino, in più deve allacciare la cintura; meglio non soffra di claustrofobia.

Poi salite voi, giro di chiave, attendete il consenso (GO sul cruscotto) e finalmente, con un tocco sui pulsanti a sinistra sulla plancetta per sezionare marcia avanti o retro, si va. Ah dimenticavamo. Il guidatore di cinture ne ha addirittura due, una sulla destra che si infila a mo' di tracolla e una tradizionale sulla sinistra.

Qui comincia il divertimento. Dimenticate l'autoscontro e le eventuali altre esperienze con veicoli elettrici artigianali. La Twizy è un prodotto ad alta tecnologia e lo capite subito, sin dalla prima ripresa. Ottima la taratura dell'acceleratore, dosabile alla perfezione e decise le accelerazioni. Sul cruscotto è visualizzabile l'autonomia in chilometri; vivamente consigliato selezionarla, almeno nei primi giorni. Perché è sin troppo facile farsi prendere la mano e "sgasare" di brutto, lasciando di stucco auto e moto ma anche defalcando drasticamente l'autonomia della Twizy.

Ci vuole equilibrio, ma soprattutto bisogna apprendere un tipo di guida nuovo, più razionale ma non per questo meno brillante. Inutili le sparate quando c'è già il rosso cento metri dopo. Lasciatelo fare ai gasati sulle supersport. Ci rivediamo al distributore, o meglio non ci vediamo affatto. Il grande vantaggio della Twizy è infatti che si circola praticamente a costo zero, per una ricarica (da 3,5 ore se sei davvero a secco, sennò può basare anche una mezzoretta) bastano meno di 2 euro e il piacere dell'economia è un buon viatico per la guida intelligente.

Inoltre la grande novità è che si guida... con un piede solo. Nel senso che il freno motore determinato dal recupero energetico è talmente forte da rendere molto sovente inutile l'azione dei freni (peraltro potenti); dopo qualche tempo si impara inoltre a premere leggermente sull'acceleratore per dosare l'azione frenante, lasciando così "correre" l'auto quando non c'è bisogno di fermarsi subito.

La ricompensa è il veder crescere man mano l'autonomia della Twizy: noi siamo passati per esempio dagli inziali 64 km agli attuali 78. Questo è quindi il vero range operativo del veicolo, in media attorno ai 70 km veri. Sufficienti per una giornata in città, ma maggiorabili di molto se si accede a una colonnina di ricarica oppure a un posto auto fornito di connessione elettrica. Stendiamo un velo sulla disponibilità reale di colonnine pubbliche; quando ci sono e non sono occupate da auto "abusive" si scopre che sarebbe occorsa una complessa procedura di registrazione a monte. Me se non l'hai fatta...

Per quanto attiene la dinamica di marcia la Twizy è estremamente piacevole e sicura (la scocca ha superato le prove di crash abituali per le auto): ottima tenuta di strada, che permette anche qualche virtuosismo, freni ben dosabili, sterzo un po' duro (manca l'assistenza) ma preciso. Insomma un vero piacere viaggiare in silenzio con il leggero ronzio del motore elettrico.

Certo che le moto di rumore ne fanno, però e molto. Sulla Twizy capisci subito cosa vuol dire inquinamento acustico e grazie (o per colpa) del tuo naso comprendi anche il significato di quello classico. Se la vetturetta ha un difettuccio, infatti, è quello di far persistere più a lungo del normale nell'area "nasale" i miasmi prodotti dai vari "puzzoni" in circolazione.

Difetti veri? Nessuno, tranne forse la posizione del passeggero posteriore che in caso di pioggia prende l'acqua, al contrario di chi sta davanti. E' un peccato ma qui si ritorna al discorso sulla scocca aperta che abbiamo fatto prima. Poi, attenti alle retro. La Twizy è piccola, è vero, però il fatto che non ci sia visibilità diretta all'indietro ma solo attraverso i retrovisori esterni, è la tipica condizione da "oggi le comiche" in cui si centra il palo proprio dietro il veicolo.

IL MERCATO
Qui comincia la complicazione. La Twizy, infatti, la acquisti...a metà, nel senso che compri la vettura ma non le batterie, per le quali esiste soltanto un leasing. Una scelta determinata dal costo elevato degli accu al litio; dovendo acquistare tutto insieme, infatti, il prezzo sarebbe facilmente raddoppiato e in più senza la garanzie di sostituzione e manutenzione per le batterie.

Ma di che prezzo parliamo? Si va dai 6.990 euro della Twizy 45 quadriciclo leggero (senza patente, 45 km/h) agli 8700 della Twizy Technic, più 600 euro per le protezioni laterali (leggi semi-porte). Poi, il leasing da un minimo di 55 euro al mese per un contratto di 24 mesi con 5000 km annui a 145 euro al mese se il contratto dura 60 mesi e si fanno 40.000 km annui.

Insomma la acquisti, spendi come per uno scooterone maxi, ma non è mai del tutto tua. D'altronde è una vettura pionieristica e, come ci ha detto un motociclista per strada con aria di grande approvazione (pensava fosse nostra): "Bravi, qualcuno deve pur cominciare".

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

IL NOSTRO GIUDIZIO

Più che un'auto un nuovo concetto di mobilità urbana, che richiede necessariamente assuefazione. Ma Twizy è anche cool, simpatica, giovane e ha un costo d'esercizio davvero bassissimo.

Più

  • Costi d'esercizio risibili
  • Buone prestazioni
  • Grande praticità d'uso

Meno

  • Costi complessivi di acquisto elevati
  • Visibilità posteriore
  • Protezione passeggero posteriore

Roberto Lucchetti

Venerdì 18 Maggio 2012

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