Seat Alhambra 2.0 TDI CR DPF DSG: qualità e praticità

La nuova versione della monovolume Seat si presenta cambiata ed ora molto più simile alle cugine marchiate Volkswagen per qualità costruttiva e design.

Medium Nuova
7 di 7 | CREDITS:
  • GUIDA 16/20
  • SICUREZZA 18/20
  • COMFORT 18/20
  • INQUINAMENTO 17/20
  • BUDGET 16/20
  • LINEA 14/20
Grafico prestazionale
Zoom

LA NOVITA’
Nuova e soprattutto molto più Volkswagen. Sostituisce la vecchia monovolume della Seat (ed eterna: ha tenuto il mercato per quasi quindici anni) e fa un salto in avanti quanto a qualità e anche a immagine di questo monovolume di grosse dimensioni. La nuova Alhambra è cresciuta in lunghezza (4,85 i metri attuali) e in larghezza (1,90), mentre si è abbassata (1,72). Il risultato è che sembra avere un abitacolo un po’ meno ampio (ma è un’illusione, per esempio, lo spazio per i bagagli in configurazione da 7 era di 256 litri, ora è di 267 litri), però la linea è più sfuggente, sportiva e quindi aerodinamicamente favorevole (il coefficiente di penetrazione Cx è di 0,29, quello di una berlina). Tre i motori. Un benzina 1.4 turbo a iniezione diretta da 150 CV e i turbodiesel, tutti due litri, ma con due potenze: 140 CV (agile, viace e risparmioso) e 170 CV (esuberante e sportivo). Tutta la gamma è declinata su due allestimenti (Reference, con configurazione dell’abitacolo a cinque posti e Style, sette posti standard). Sulla Style si può avere di serie il cambio a doppia frizione DSG. Da precisare che la turbodiesel da 170 CV è offerta soltanto nell’allestimento top e con il cambio “automatico” a sei marce.

SU STRADA
La scelta è stata quasi obbligata. La nuova Alhambra è in vendita da quasi sei mesi e in questo periodo gli italiani che hanno acquistato questo “monovolumone” hanno scelto la turbodiesel di due litri con 140 cavalli nell’allestimento Style, ovvero quello con sette posti su tre file. Non si tratta di certo di un’auto di massa, in Seat parlano dell’Alhambra come della loro “Ammiraglia”, tuttavia rispetto alla (sparuta) concorrenza, la grossa Seat ha belle e interessanti carte da giocare. Innanzitutto il comportamento dinamico. Ben piantata sulle quattro ruote (sulla Style di serie sono in lega da 16 pollici), la spagnola non disdegna allunghi velocistici notevoli. Con l’astina del tachimetro incollata sui 200 km/h si affrontano con grande facilità curve e controcurve ad ampio raggio che si incontrano sulle autostrade. Coricamenti decisamente contenuti e discreto silenzio a bordo sono gli atout che questa monovolume mette sul tavolo.

Quando le curve si avvicinano e la strada si fa più tortuosa, le caratteristiche dinamiche restano elevate. Certamente non si può chiedere all’Alhambra l’agilità di una sportiva, però anche in montagna non se la cava male. Bene i freni, potenti e con un buon “mordente”. Il cambio dell’esemplare che abbiamo guidato era l’ottimo DSG a doppia frizione della Volkswagen. Sulle Alhambra e viene offerto (fino a fine marzo) come accessorio di serie. Una grande opportunità, perché con questo cambio la monovolume ispano-tedesca raggiunge un livello di comfort elevato e guidarla diventa assai piacevole. Inoltre, con il DSG, si può avere l’opzione “manuale” e si possono sfruttare sia la leva che i paddle sistemati davanti al volante. Per quanto riguarda la vita a bordo, da ricordare il sistema per “eliminare” la poltrone che non servono. È stato battezzato “easy fold” e i sedili, con una manovra veloce e che non richiede sforzo, finiscono nel pianale. In pratica, il comfrot e la versatilità nell’uso dello spazio dell’abitacolo sono altri due caratteristiche interessanti di questo veicolo.

IL MERCATO
Le monovolume di grandi dimensioni non riscuotono più il consenso che le ha accompagnate dalla nascita (più o meno il 1985) a un lustro fa. Oggi fra crossover e monovolume di dimensioni esterne più contenute, ma di abitabilità elevata, il mercato di questo segmento si è ridotto di parecchio. Tuttavia la nuova Alhambra, nei desiderata della Seat, dovrebbe giocare, nel nostro Paese, un ruolo centrale in questa parte del mercato. L’obiettivo è quello di raggiungere più o meno un migliaio di pezzi all’anno (all’incirca il 10% del totale). Impresa difficile, ma non impossibile che, probabilmente avrà un appoggio dalla versione a quattro ruote motrici e cinque posti che verrà presentata a Ginevra. Con questa soluzione la Alhambra assumerà alcune caratteristiche da crossover (tipologia che oggi va per la maggiore) che verranno vieppiù corroborate dall’allestimento della monovolume a trazione integrale e sei posti che arriverà sul mercato italiano all’inizio del prossimo inverno. Per quanto riguarda, infine, il listino di questa Seat, ricordiamo he la versione d’ingresso (con motore a benzina) costa, chiavi in mano, 28.500 euro; la versione in prova costa invece 33 mila euro.

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IL NOSTRO GIUDIZIO

Comoda e veloce, in più pure ecologicamente corretta grazie ai motori turbodiesel a iniezione diretta common rail che consumano poco e hanno emissioni contenute (143 g/km di CO2). In più è interessante l’offerta di poter avere quest’auto con il cambio DSG, un’opportunità da sfuttare. Adatta alla famiglia ma anche a chi deve avere una macchina grande e capiente per professione, la Alhambra è indirizzata verso i privati, ma avrà un buon appeal anche come componente delle “flotte”. Insomma la grossa Seat va incontro a esigenze di largo spettro e, a nostro parere, le soddisfa senza chiedere sforzi economici eccessivi.

Più

  • Linea Allestimenti Comfort

Meno

  • Dimensioni Visuale di tre quarti anteriore

Roberto Lucchetti

Lunedì 21 Febbraio 2011

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