VW 4 up!: dimensione europea

L'ampliamento di gamma fa più completa la piccola cittadina di VW, con linea e prestazioni invariate, rendendola adatta a un pubblico più vasto in tutta la EU.

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1 di 10 | CREDITS:
  • GUIDA 17/20
  • SICUREZZA 18/20
  • COMFORT 18/20
  • INQUINAMENTO 18/20
  • BUDGET 15/20
  • LINEA 17/20
Grafico prestazionale
Zoom

LA NOVITA'
Le auto a tre porte, coupé escluse, non hanno mai avuto grande fortuna nel sud Europa. Ecco perché la più innovativa delle nuove Volkswagen, la cittadina up! arriva sul mercato nella nuova versione, a 5 porte (4 + il portellone, di qui il nome 4 up!).

La linea della simpatica vettura è del tutto invariata e mantiene la connotazione innovativa definita dalla grande squadratura, con sbalzi ridotti e grandi ruote (15 o 16 pollici). Ovviamente qui le porte sono più piccole, ma hanno ancora l'ampio grado di apertura che consente un facile ingresso, ora finalmente agevole anche sul divano posteriore. Lascia tuttavia un po' sconcertati la scelta di fornire l'apertura a compasso sui cristalli posteriori, decisamente economica e praticamente inutile.

L'abitabilità è sorprendentemente buona per un'auto lunga appena 3,54 m, grazie anche alla rilevante misura in altezza (1,489 m), che lascia 0,947 m di spazio verticale ai posti dietro e 0,993 a quelli avanti. Il bagagliaio è piccolo, da 251 a 951 litri, ma la up! non nasce per farci le vacanze anche se, credeteci, è possibile. Sulla nostra take up!, versione più accessoriata, si apprezzano anche i sedili ben rifiniti con il bordo in tinta, come la plancia, d'altronde, sulla quale spicca lo schermo asportabile del sistema multimediale Navigon. E' stata mantentuta comunque la discutibile scelta di non prevedere il comando dell'alzavetro elettrico destro sulla portiera del guidatore, davvero scomoda e non solo in Irlanda.

Last but not least, entrano in gamma una versione a metano, la eco up!, e una con cambio robotizzato a 5 marce.

SU STRADA
E' diffusa l'opinione che i motori a tre cilindri siano del "frullini". Beh, in questo caso dovrete ricredervi. Il 3 VW non vibra, si sente poco a tutti i regimi e soprattutto tira forte, mostrando una certa lentezza a salire di regime solo sotto i 2.500 giri. Non stiamo parlando di un motore sportivo, certo, un mille da 75 CV oggi non fa storia, ma è piacevole da utilizzare e, soprattutto, regge benissimo la quinta, con la quale si viaggia ampiamente tanto in ambito urbano quanto extraurbano.

Sulla versione high up! in prova è previsto l'assetto sportivo, che consente anche di prendersi qualche soddisfazione grazie alla buona precisione di sterzo e a un comportamento praticamente neutro, ferma restando l'eccezionale maneggevolezza che si estrinseca anche in un raggio di volta ridottissimo.

Ma la principale sorpresa della up! sta nei consumi, veramente molto bassi per un motore a benzina. Qualunque sia il tipo di guida, il computer dà difficilmente una media al di sopra dei 5,8-6 litri/ 100 km, vale a dire tra 16,6 e 17,2 km/litro. Un risultato eccellente, perché guidando con raziocinio si fanno invece stabilmente i 20. Nessuna concorrente è in grado di eguagliarla.

Se poi il costo di esercizio è il problema, ecco la eco up! a metano. L'abbiamo guidata con iniziale diffidenza, ma abbiamo subito cambiato idea. Il motore perde 7 cavalli (68) ma non sembra. La piccola up! si muove in scioltezza e regge le marce alte, mentre noi ci siamo affannati a cercare dove diavolo avessero collocato le bombole (2 per 11 kg complessivi) dato che non le trovavamo da nessuna parte, mentre il bagagliaio è lo stesso delle MPI a benzina. Risposta: sono invisibili, sotto il pianale, perché il progetto della up! è nato già per il bi-fuel e l'elettrico.

Bisognerà fare i conti con il prezzo d'acquisto, ma per ciò che riguarda i costi vivi possiamo dare un solo consiglio: compratela. E' la più riuscita vettura a metano con motore aspirato, in grado di percorrere sulla base del consumo dichiarato di 2,9 kg di gas per 100 km, 379 km a metano. Che diventano 550 aggiungendo i 10 litri di benzina del piccolo serbatoio ausiliario.

Dulcis in fundo, abbiamo anche fatto un viaggetto sulla versione automatica. Il cambio è robotizzato, quindi in potenza un disastro (ci perdonino i fautori). Ma la taratura è stata fatta alla perfezione e, abbandonate le velleità sportive (non è un fulmine, né dev'esserlo), ci si trova perfettamente a proprio agio, tanto che dopo qualche chilometro ci siamo del tutto dimenticati della possibilità di azionamento manuale.

MERCATO
Le cinque porte costano circa 500 euro più delle tre; vale a dire che i prezzi oscillano, per le versioni dalla take up! (basic) alla high up! (più accessoriata) da 11.100 a 13.100 euro. Siamo ai livelli superiori del segmento, con una possibile sovrapposizione dei listini a quelli della Polo, decisamente meno cittadina ma anche più generalista (in tempi di crisi...). Ma forse i dati rilevati dalle 40.000 up! vendute a oggi, che registrano un 60% di clientela Silver families, le famiglie un po' agé (ma con maggiori disponibilità finanziaria), e 40% di giovani danno ragione a una politica basata sul rendere la up! un'icona, che si imporrà per la sua alta qualità e perché è così e basta.

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

IL NOSTRO GIUDIZIO

Le cinque porte rendono più razionale e completa la up!, che si conferma un prodotto iconico e piacevole, ma forse anche un po' caro.

Più

  • Auto piacevole e simpatica
  • Motore brillante
  • Interno elegante e sbarazzino

Meno

  • Cristali posteriori apribili solo a compasso
  • Mancanza comando alzavetro destro per chi guida

Roberto Lucchetti

Giovedì 22 Marzo 2012

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